Mi sembrava opportuno segnalare qui la nuova pellicola di Marco Bechis ( il regista di "Garage Olimpo") dove i protagonisti sono un gruppo di indios, i Guarani-Kaiową, della regione del Mato Grosso. Copio/incollo dai cinefili cronici la mia recensione

Regia: Marco Bechis
Cast: Abrisio Da Silva Pedro, Alicelia Batista Cabreira, Ademilson Concianza Verga, Ambrosio Vilhalva, Mateus Nachtergaele, Chiara Caselli, Claudio Santamaria
Nella regione del Mato Grosso un gruppo di indios Guarani-Kaiową si accampa ai confini di una proprietą per reclamare la restituzione delle terre che un tempo erano in loro in possesso.Il nuovo film di Marco Bechis esce ora nelle sale e l'aspetto pił affascinante č proprio quella lucida, caustica denuncia che porta con sč. Evita saggiamente moralismi eccessivi e ci fa sprofondare in una cultura, quella dei Guarani-Kaiową, sempre pił in pericolo. L'invasione delle loro terre da parte dei fazendeiros, la miopia di un governo, i giochi di potere, sono tutti gli ostacoli che loro, gli ultimi guardiani di quel paradiso terrestre che ormai si sta trasformando in un vero e proprio inferno verde, si trovano quotidianamente ad affrontare. Proprio quando il mondo dei mass media ignora completamente la causa Indios, Marco Bechis con encomiabile coraggio e luciditą gira un film dalla prospettiva di un gruppo di fieri indios che decide di organizzare una rivolta silenziosa: il dialogo con il cosiddetto " uomo civilizzato" non serve. Lui parla della terra, il Guarano-Kaiową assapora quella terra, se ne ciba, č parte di sč. Il confronto/scontro tra due culture diverse č uno dei punti forti di questo film. Due scene emblematiche: la scena iniziale che sprofonda nella foresta, partendo dagli occhi di un gruppo di turisti che vedono degli indios; loro non sono che comparse, gli indios sono i protagonisti. La loro prospettiva, i loro costumi sono tanto affascinanti quanto innovativi anche nel mondo del cinema, che ha sempre raccontato storie del genere dalla prospettiva opposta. Poi la scena finale con quello struggente grido del giovane protagonista indio, che č una vera e propria esplosione in una tragedia umana fin troppo ignorata.
Da vedere, assolutamente. " La terra degli uomini rossi" č un ottimo esempio di film etico: quando il cinema puņ essere una forte arma di denuncia.